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La “Carta della Natura” è stata concepita dalla legge quadro sulle aree naturali protette n° 394/91 come strumento conoscitivo fondamentale al servizio della pianificazione territoriale. Il progetto prevede la realizzazione di due strati informativi a due diverse scale.
Alla scala 1:250.000 è stata già realizzata per l'intero territorio nazionale la carta delle unità fisiografiche dei paesaggi italiani.
4x4sellata
Alla scala 1:50.000 è in fase di realizzazione la classificazione degli habitat che servirà ad elaborare un sistema informativo territoriale aggiornabile finalizzato alla valutazione dello stato e della vulnerabilità delle unità territoriali.
L’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente di Basilicata ha il compito istituzionale di sviluppare il progetto “Carta della Natura” alla scala 1:50.000 sotto il
coordinamento tecnico dell’APAT (Agenzia Nazionale per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici). Il progetto prevede in primis la realizzazione della “carta degli habitat” come base cartografica propedeutica alle successive fasi
che possono essere sintetizzate nei tre seguenti punti:
- definizione di parametri valutativi analitici e sintetici per la definizione delle linee di assetto del territorio e per la verifica sia della valenza degli attuali strumenti di tutela del territorio (Parchi, riserve, ZPS e SIC) che degli effetti di grandi mutamenti territoriali;
- classificazione degli habitat ai fini di una caratterizzazione di classi di profili ambientali basata sui parametri scelti;
- produzione di mappe sintetiche relative al pregio e alla vulnerabilità.
La metodologia
Gli strumenti
Per la cartografia degli habitat, si utilizzano immagini satellitari Landsat ed
ortofoto.
Il sistema di coordinate è il fuso 33 della proiezione Universale Trasversa
di Mercatore, Ellissoide Internazionale WGS84.
La classificazione
La classificazione automatica (unsupervised) dell'immagine satellitare, data
l’estensione e varietà di tipologie presenti, è condotta inizialmente definendo
un certo numero di classi.
Le mappe ottenute, assieme a tutta la cartografia utilizzata, sono analizzate
dalla referente botanica per la validazione in campo e la raccolta e definizione
delle aree campione per ognuna delle classi di vegetazione identificabili sul
territorio.
La successiva Classificazione guidata (supervised) è effettuata utilizzando
l’algoritmo di massima verosimiglianza e confronto in laboratorio con l’esperta
botanica per l’inserimento delle aree campione.
Con l’ausilio delle ricognizioni realizzate in campo è possibile selezionare le
aree campione per la successiva classificazione guidata. A supporto delle fasi
di riconoscimento degli habitat rilevati in campo e del loro inserimento nel
sistema di elaborazione si utilizzano sia punti di coordinata nota, rilevati
mediante strumenti di posizionamento automatico (GPS), sia ortofoto.
Il primo passo della classificazione guidata consiste nel campionamento
semi-automatico mediante acquisizione a video di aree a tipologia nota. Durante
questo processo, si tenta di campionare aree il più omogenee possibili sia per
quanto riguarda la loro distribuzione nell’immagine che per le loro dimensioni.
Come risultato si ottiene una mappa tematica di tipo raster con un numero di
classi pari al numero di classi campionate. A questo punto si procede alla
fusione delle classi spettrali riferite alla medesima tipologia.
I check sul territorio e il “modello di nicchia”
In questa ultima fase di interscambio la naturalista verifica che le classi
presenti nella carta ottenuta col modello descrivano in maniera adeguata la
reale distribuzione delle varie cenosi sul territorio tenendo conto delle
semplificazioni e generalizzazioni dovute alla scala di indagine.
Durante questo passaggio, si eliminano le singole aree che presentano una
superficie inferiore a circa un ettaro (area minima), vale a dire 9 pixel
complessivi nella risoluzione di 30x30 metri delle immagini di partenza. Una
volta apportate le modifiche ed ottenuta la validazione da parte del referente
botanico si ottiene una carta in formato raster.
Successivamente si passa alla fase finale di vettorializzazione del prodotto.
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