Informazioni generali e metodologia
 
Aree cartografate e stato dell'arte
 
Le carte realizzate
 
Il gruppo di lavoro
 
 
 
Aree cartografate

La prima area di studio è quella dell’alta Val d’Agri e si estende per 36.800 ettari dai 16 Km in direzione Est ai 23 Km in direzione nord a partire dalle coordinate 568.000 e 4.460.000 nel sistema di riferimento UTM-WGS84-33Nord.
Altimetricamente si va dai 500 metri della fondovalle dell’Agri ai 1830 metri del monte Volturino.
L’area scelta comprende il territorio dei comuni di Laurenzana, Calvello, Marsicovetere, Grumento, Viggiano, Montemurro e Corleto Perticara.
Vi rientrano da nord verso sud il Monte Volturino (1836 m.), il Monte della Madonna di Viggiano (1724 m.), il Monte Sant'Enoc (1476 m.) ed il Monte Caldarosa (1491 m.).
La ricchezza di presenze e di biodiversità è davvero sorprendente, di fatto tre S.I.C. (Siti di importanza comunitaria) rientrano nell'area campionata. Trattasi dell’Abetina di Laurenzana (codice Natura 2000, IT9210005), del Monte della Madonna di Viggiano (codice natura 2000, IT91210180) e del Monte Caldarosa (codice Natura 2000, IT9210170).
Alle basse quote prevale il bosco misto con prevalenza di cerro, Quercus cerris, accompagnato da specie arboree quali Quercus frainetto, Carpinus orientalis, Alnus glutinosa, Ostrya carpinifolia, Corylus avellana.
La formazione vegetale più diffusa, tuttavia, è la faggeta che si caratterizza per la presenza di specie appartenenti all’Aceri lobelii-Fagetum, nella fascia a diretto contatto con il cerreto, e di specie tipiche dell’Asyneumati-Fagetum a quote superiori ai 1.600 mslm

La seconda area di studio, in continuità con la prima, è di 34500 ettari circa e si estende per 23 Km in direzione Est e 15 Km in direzione Nord a partire dalle coordinate 562000 e 4483000 nel sistema di riferimento UTM-WGS84-33Nord.
Altimetricamente si va dai 470 metri della fondovalle del Basento ai 1750 metri del complesso della Sellata. Comprende parte della potente dorsale montuosa su cui si allineano alcune delle cime più alte dell’Appennino lucano. Siamo sul bordo orientale del fondovalle dell’Agri in contiguità con l’area test precedentemente cartografata. Le vette più significative sono quelle di Serranetta e Monteforte rivestite dagli estesi boschi di Rifreddo, della Bufata e Monteforte. Con andamento sud- ovest si continua con i Monti Pierfaone e Arioso. Ad un’altitudine compresa tra gli 800 e i 1450 metri di quota sui rilievi montuosi di Serra di Rifreddo (1100 m.), Monteforte (1444 m.), cima del Serranetta (1475 m.), nei territori comunali di Pignola ed Abriola, si estende per oltre 6000 ettari il bosco di Rifreddo e Monteforte.
Nella zona è compreso il S.I.C. denominato “Bosco di Rifreddo” (Codice Natura 2000, IT 9210035), esteso su 554 ettari.
La cerreta, in continuità con le foreste presenti su Montegrosso, Serra della Neve e Groppa d’Anzi, si estende lungo i contrafforti occidentali del Monte Serranetta e si prolunga nella foresta denominata la Bufata sulla Serra del Caprio arrivando fino ai 1200 metri di quota della Sellata.
Le cerrete più esposte e a quote più basse comprendono Quercus frainetto e si caratterizzano per la presenza di specie arbustive appartenenti ai generi Prunus, Rubus, Rosa, Crataegus, Spartium, Lonicera, Cornus, Euonymus.
La faggeta si estende sulle vette e sulle pendici orientali e meridionali del monte Serranetta e, a quote superiori ai 1200 metri, su Serra di Caprio e sui versanti orientali di Monteforte; lungo le valli con esposizione più fresca scende a quote più basse, come nel Vallone delle Boccaglie e Vallone Grande e intorno ai valloni e impluvi originati dalle numerosissime sorgenti che alimentano gli acquiferi del fiume Basento e del torrente Camastra. Proprio di questi ambienti è il fenomeno dell’inversione termica e la faggeta si spinge a quote più basse rispetto alla norma.
La faggeta è pura nelle aree più interne ed a maggiore altezza mentre sui dossi più sassosi e nelle zone periferie comprende latifoglie esistenti anche nella cerreta, come Ostrya carpinifolia, Carpinus orientalis, Corylus avellana, Pyrus pyraster, Pyrus terminalis, Acer obtusatum, Acer neapolitanum, Acer lobelii ( quest’ultimo è presente nei siti più mesofili sia della cerreta che della faggeta).


Stiamo già lavorando ad una terza area di studio di 35.000 ettari che si estende per 21 Km in direzione Est e 19 Km in direzione nord a partire dalle coordinate 578.000 e 4.490.000 nel sistema di riferimento UTM-WGS84-33Nord.
Altimetricamente si va dai 250 metri della fondovalle del Basento ai 1100 metri del monte Cupolicchio.
 

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