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La nevicata del gennaio 2005

L’ondata di freddo verificatasi tra il 25 gennaio ed il 4 febbraio scorsi era stata anticipata fin dal 15 gennaio, allorquando, per grandi linee, le carte di previsione prevedevano un consistente e repentino abbassamento delle temperature a causa di un poderoso afflusso di aria fredda dal nord est Europa.

Situazione barica del 27 gennaio 2005 alle ore 00.00.

Meno importante risultava, dall’analisi dei modelli previsionali a medio termine, la determinazione accurata della quantità di neve che sarebbe effettivamente precipitata e la sua localizzazione territoriale. Invece, già dalla nottata di martedì 26 gennaio è cominciato a nevicare abbondantemente e l’accumulo del manto è continuato in maniera intensa per circa 72 ore. L’aria carica di umidità proveniente dal mar Tirreno si è scontrata a ridosso della catena montuosa dell’Appennino con l’aria gelida che giungeva dalla direzione opposta, generando così le abbondanti precipitazioni nevose che hanno interessato tutto il settore occidentale della regione e la zona del Pollino. La maggior parte del fenomeno ha interessato i giorni 27, 28 e 29 gennaio, mentre le precipitazioni dei giorni successivi hanno solo assunto carattere di deboli e discontinue spolverate.

Il freddo perdurante, però, non ha permesso alla neve di sciogliersi per molti giorni. Nell’area nord della regione, dal vulture-melfese fino all’alto bacino del Basento e nel potentino, la neve si è raccolta, anche a quote basse, fino a raggiungere i 30 cm di spessore minimo. Ben altra intensità hanno avuto le precipitazioni nell’area del basso Sele, nella Val D’Agri, nella fascia Tirrenica e sul Pollino dove, a quote ancora più basse si sono raggiunti livelli di neve anche di 1 metro, con punte di oltre il doppio in montagna. L’abbondanza localizzata delle precipitazioni nevose ed il perdurare delle basse temperature, hanno completato il quadro di un evento che ha assunto anche caratteri di criticità meteorologica.

I dati, gli indici e le mappe sono reperibili presso il Servizio Idrografico e Mareografico dell’ARPAB.

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