|
La conoscenza della qualità dell’aria non si esaurisce con la raccolta ed elaborazione di dati misurati ma si arricchisce e
si completa con informazioni derivanti da simulazioni e previsioni effettuate mediante modelli di dispersione di inquinanti.
In questo ambito, l’ARPAB ha avviato l’attività di applicazione di modelli per
lo studio della diffusione e trasporto di inquinanti primari a scala locale,
nonché l’utilizzo di simulazioni modellistiche effettuate a scala europea ed
inerenti la previsione delle concentrazioni orarie di inquinanti scelti in
relazione all’impatto sanitario ed ambientale prodotto. In particolare, quest’ultima analisi è effettuata attraverso l’elaborazione dell’output del sistema
Prev’Air.
Tale sistema nasce da un’iniziativa del Ministero dell’Ecologia e dello
Sviluppo Sostenibile francese (MEDD) finalizzata a produrre e diffondere
quotidianamente le previsioni sulla qualità dell’aria a differenti scale
spaziali. Il modello fotochimico utilizzato è il modello deterministico
tridimensionale Chimere, la scala scelta per i nostri scopi è quella europea.
Per quanto riguarda i processi fisico-chimici (Figura 1) tenuti in conto da
Chimere - Continental, questi sono:
- la dispersione orizzontale delle specie chimiche dovuta alla componente orizzontale del vento;
- la dispersione verticale dovuta sia alla componente verticale del vento che alla convezione verticale;
- la deposizione secca al suolo, che dipende dal tipo di suolo, dalle specie chimiche considerate e dalle condizioni atmosferiche (per una specie come
l'Ozono tale processo potrebbe essere preponderante a grande scala);
- le reazioni chimiche di formazione di inquinanti secondari;
- la microfisica e la chimica degli aerosols.

Figura 1: Processi di trasporto, deposito e rilascio di inquinanti
Le specie chimiche considerate sono 76, tra cui il particolato primario
e gli aerosols secondari sia di origine antropogenica che biogenica valutati
sotto forma di deposizione secca ed umida. La risoluzione temporale dei
dati di output è oraria su un intervallo di previsione di 96 ore corrispondenti
a 4 giorni, che vanno da J-1 a J+2, dove J è il giorno corrente. La
risoluzione spaziale a terra è di 0,5 °x 0,5 ° che, nell’area di interesse,
corrisponde ad una cella di circa 55km (lat) x 43km (long). I dati si
riferiscono ad un volume rappresentato dal grigliato tridimensionale del
modello che si estende in quota fino a 5-6km.
Un primo risultato dell’elaborazione effettuata dall’ARPAB è la
rappresentazione, attraverso la realizzazione di mappe1 , delle concentrazioni
medie giornaliere al suolo dei seguenti inquinanti:
Le isoconcentrazioni sono geo - riferite ad un grigliato di 20
punti con estremo Sud-Ovest (LL) di 15°00’ x 40°00’ e Nord-Est (UR) pari a
17°00’ x 41°30’. In particolare, i punti del
reticolo di Chimere
che ricadono
in Basilicata interessano i comuni di Castelluccio Inferiore, Laurenzana,
Melfi, Montemilone e Pomarico.
Per quanto riguarda il prosieguo delle attività, lo step successivo dello
studio consiste nella verifica dei dati simulati con quelli misurati dalle
centraline di monitoraggio per individuare i fattori correttivi utili alla
validazione dei risultati modellistici ed alla correzione delle carte di
previsione. Le centraline prese in considerazione per espletare la verifica
sono quelle collocate nella zona di Melfi, Lavello e Potenza per il biossido di
Azoto e il PM10, di Lavello e Potenza per l’Ozono.
1Si intende precisare che, poiché la previsione della qualità dell’aria
messa a disposizione da Prev’air è il risultato di una modellizzazione
numerica, i dati pubblicati sono affetti dall’incertezza dovuta, in parte, allo
stato di conoscenza scientifica dell’aspetto chimico-fisico di produzione degli
inquinanti ed, in parte, alla qualità dei dati di ingresso al modello. Pertanto
è interessante la lettura del trend di variabilità degli inquinanti a scala
regionale in termini qualitativi.
|